La
sensazione che lascia è di profonda stanchezza fisica e di forte ansia, che
rimane.
L’attacco
di panico può essere un caso isolato dovuto a difficoltà momentanee oppure può
ripetersi…. Almeno per un mese ("un mese"?) rimane
una persistente preoccupazione che possa ricadere in futuro o da un
significativo e disfunzionale cambiamento nel comportamento in cui il soggetto
ad esempio comincerà a evitare le situazioni percepite come pericolose.
Si
ripercorrono gli ultimi eventi di vita e a parte qualche giorno di stress o
qualche evento poco piacevole, non sembra sia successo niente di
particolarmente rilevante. Il primo attacco può anche arrivare in un momento di
forte stress come lutto o malattie che non riusciamo a gestire in altro modo. Probabilmente
avete accumulato silenzi, avete messo da parte troppe volte quel dolore tanto
forte quanto pericoloso, avete tappato la bocca a emozioni che non sono mai
sparite. Sono rimaste dentro di voi, sono diventate più forti ogni volta che le
avete ignorate o soffocate e adesso l’unico modo che hanno per farsi sentire è
urlare in questo modo così dirompente e faticoso da accettare. State
tranquilli, è normale che non abbiate idea di cosa c’è sotto, è fisiologico che
non sappiate quali emozioni sono state trascurate.
Aspettare che il periodo passi non funzionerà. Forse per qualche tempo starete bene ma poi gli attacchi torneranno o si trasformeranno in altre forme altrettanto devastanti. Quello che dovreste fare è evitare che ricapitino e che possano tornare a scatenare la paura. Esistono terapie farmacologiche per curare il Disturbo da Panico ma seguite questa strada solo se consigliata da un professionista di riferimento come uno psichiatra. In ogni caso alla terapia farmacologica andrebbe affiancato un percorso psicoterapeutico atto a scoprire il malessere profondo che si cela dietro queste manifestazioni. Vi verranno insegnate tecniche per gestire gli attacchi e per fare in modo che non facciano più così paura mentre in parallelo si lavorerà su tutti quei pensieri disfunzionali che il panico ha creato. Mentre gli attacchi di panico si diraderanno, imparerete a scoprire voi stessi. Darete voce alle vostre emozioni, farete pulizia di pensieri negativi e capirete che gli attacchi di panico, così come l’ansia generalizzata, arrivano per due motivi: salvarvi la vita e farvi rinascere.
fonte: vanityfair.itAspettare che il periodo passi non funzionerà. Forse per qualche tempo starete bene ma poi gli attacchi torneranno o si trasformeranno in altre forme altrettanto devastanti. Quello che dovreste fare è evitare che ricapitino e che possano tornare a scatenare la paura. Esistono terapie farmacologiche per curare il Disturbo da Panico ma seguite questa strada solo se consigliata da un professionista di riferimento come uno psichiatra. In ogni caso alla terapia farmacologica andrebbe affiancato un percorso psicoterapeutico atto a scoprire il malessere profondo che si cela dietro queste manifestazioni. Vi verranno insegnate tecniche per gestire gli attacchi e per fare in modo che non facciano più così paura mentre in parallelo si lavorerà su tutti quei pensieri disfunzionali che il panico ha creato. Mentre gli attacchi di panico si diraderanno, imparerete a scoprire voi stessi. Darete voce alle vostre emozioni, farete pulizia di pensieri negativi e capirete che gli attacchi di panico, così come l’ansia generalizzata, arrivano per due motivi: salvarvi la vita e farvi rinascere.
Blog che seguo: http://attacchidipanico-ansia-agorafobia.blogspot.com/
Non so chi ha scritto questo articolo, non voglio assolutamente fare polemiche, e auguro a tutti di non provarlo mai. Si diradano, ma ritornano, anche con le terapie e con le psicoterapie.....
La vita non è più la stessa. Sono 40 anni così...... con i miei pensieri, le mie paure, la mia solitudine, e non sono rinata, anzi...... sabato il mio "amico" è ritornato.
Coraggio cara Ale, so chele parole non fanno niente, solo tu potrai aiutarti!!!
RispondiEliminaCiao e buona giornata con un abbraccio e un sorriso:-)
Tomaso
Conosco l'argomento perché me ne ha parlato un caro amico.
RispondiEliminaMe lo ha descritto proprio con queste parole.
Per fortuna non mi è mai capitato, ma non so perché... mi immagino il tutto come quando ti viene la paralisi notturna.
Comunque, io non voglio avere paura di niente :)
Moz-
Si, bisogna essere più furbi della nostra mente, perché parte tutto da là. Una volta che si riesce a bloccare questo circolo vizioso della nostra testa, si dovrebbe star meglio!!! Ma non sempre ci si riesce, perché dopo un periodo di benessere, tutto ritorna.... Forse non per tutti è cosi, me lo auguro.
RispondiEliminaPer fortuna non ho mai vissuto nulla del genere sulla mia pelle, ma una volta ho assistito ad un attacco di panico su mia madre.
RispondiEliminaNon la riconoscevo più.
Forza Ale. Non arrenderti mai.
Ti abbraccio
Mi dispiace per tua madre, anche se si è trattato di un momento...non lo auguro a nessuno. Un abbraccio a te e famiglia.
EliminaIn quel momento si muore o almeno si è convinti di morire e la disperazione è tale che non si ragiona più e nessuno può aiutarti e l’unica cosa è fuggire ma dove? E si soffoca e ci si sente svenire e poi la spossatezza, la stanchezza come di una persona che abbia fatto un lavoro immane.
RispondiEliminaPenso di aver ben descritto gli effetti devastanti di un attacco di panico e se non si risolve diventerà una vera prigione perché si comincerà ad aver paura di aver paura e questo circolo vizioso finirà col condizionare la vita di relazione... la vita tutta.
Non arrenderti, cerca un nuovo medico, nuovi farmaci, che oggi sono sempre più mirati. Hai diritto di vivere una vita serena e di sconfiggere una volta per tutte il panico.
Ti lascio questo link, con la speranza che possa aiutarti,
https://www.humanitas.it/enciclopedia/principi-attivi/farmaci-attivi-sul-sistema-nervoso/venlafaxina
parla di un principio attivo studiato proprio per gli attacco di panico, a una mia amica so che ha fatto benissimo. Dopo essere stata da vari specialisti e aver provato vari medicinali senza nessun giovamento un neurologo le ha consigliato un medicinale con il principio attivo di Venlafaxina. Parlane col tuo medico e forza e coraggio.
Un abbraccio.
sinforosa
Grazie sinforosa per tutto il tuo commento... ma sono così da adolescente, poi sono morti i miei genitori, ho avuto anche periodi di benessere. Ritornati i sintomi con la nascita di mio figlio nel 1990. Ansiolitici e antidepressivi ne ho presi, conosco tutto!!! Quello che mi indichi non è adatto a me, ora il peggioramento l'ho avuto proprio a causa dei farmaci. Mi stanno procurando gli stessi problemi, da quando due anni fa ho iniziato la cura proprio in un centro di salute mentale. Sono seguitissima per questo. La stanchezza si fa sentire dopo 40 anni di disturbi. Comunque sei una persona buona e generosa, ti ringrazio e ti abbraccio.♥
RispondiEliminaMi dispiace tanto sentirti dire questo, mi consola il fatto che dici di essere seguita. Penso che sia importante farsi seguire e ti auguro di non provare mai più quegli attacchi di panico. Tu sì che sei una vera esperta e magari ti farebbe bene mettere al servizio degli altri l’esperienza accumulata in questi anni di alti e bassi. Pensaci, potresti essere utile a tanti anche fra i lettori. Un super abbraccio.
Eliminasinforosa
Non hai torto sinforosa.... :) che cara che sei!!!! Anche perchè ho anche lavorato in un reparto di neuropsichiatria infantile. Pensa che la mia prima visita l'ho fatta proprio nel reparto dove sono andata a lavorare, pensa quanti anni.... Un abbraccione e buon fine settimana.♥
EliminaChissà quante storie avresti da raccontare. Mi piacerebbe conoscerle. Abbraccio :)
EliminaSe vuoi ci scriviamo su Fb.
EliminaSarei presuntuoso e sciocco se tentassi di darti dei consigli, posso solo dire che mi spiace tu soffra di questi disturbi.
RispondiEliminaBuon week end, un abbraccio
enrico
Avere amici con cui parlare è già molto importante. Ti ringrazio tanto Enrico, un abbraccio.
EliminaTi capisco perfettamente mia cara, ero giovanissima e ho avuto la prima disgrazia straripante.Mi succedeva spesso in luoghi superaffollati e la sensazione era di non respirare più. Mio padre era un chirurgo e contrario a qualsiasi terapia medica, ma io l'ho provata per poco tempo perchè ero solo una persona condizionata dalle pillole , una sorta di droga che serviva a nulla..poi con i tempo sono passate da sole, non so come, forse ho imparato a controllarle perchè situazoni al limite ne ho avute altre .
RispondiEliminaSinceramente non so che consiglio dare se non quello di affrontare " il mostro" senza paura, ma è facile a dirsi ma il farlo...
Ti stringo forte mia cara
Ciao Nella, ho cercato terapie naturali, omeopatia, fiori di Bach, di tutto.... poi i primi medicinali. Ho provato a toglierli ma sono comparse crisi di astinenza, due ricoveri.... Ora questi centri che hanno creato in varie zone della città devo dire che funzionano bene, non ti rincretiniscono con farmaci e fanno una psicoterapia mirata. Ma sono troppi anni Nella, saperlo prima!!! Un abbraccione cara ♥
EliminaCara Ale,io avevo un caro amico,un grande artista della pittura,ci incontravano spesso in una isteria per chiacchierare in allegria di arte,vino e donne ma improvvisamente il suo umore cambiava,non voleva parlare o alzarsi dalla sedia,le prime volte ho provato paura per lui,poi tutto passava.
RispondiEliminaCredo siano brutte e improvvise sensazioni.
Ti auguro che tu possa trovare un rimedio a questo disturbo.
Un abbraccio.fulvio
Ciao Fulvio. In 40 anni di rimedi ne ho provati tanti, ora sono seguita meglio presso il dip. salute mentale, tutto gratis (dopo aver speso un sacco di soldi), sono attentissimi con le terapie e c'è un bravo psicologo. Una buona serata. Ale
EliminaCoraggio! È una sensazione orrenda purtroppo!
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