Volevo condividere le storie che vengono scritte (con l'autorizzazione dell'amministratore del blog http://attacchidipanico-ansia-agorafobia.blogspot.it)
Ormai è un anno che non ho un attacco
di panico a questo punto mi sento di dire che la guarigione non è un miraggio e
che ognuno deve trovare la sua strada dentro di se perché la cura sta
dentro di noi.
Secondo me molti non riescono a riconoscere i miglioramenti
e moltissimi non si fanno aiutare. Nessuna medicina,
nessuna cura alternativa ha successo se non lavoriamo su noi stessi, sul
nostro passato, questo è quello che per esperienza ho
potuto constatare.
I primi segnali d'ansia risalgono al 2000, il primo
attacco verso la fine dello stesso anno, me lo ricordo benissimo.
Ricordare comunque a noi non serve, io non riuscivo più a
deglutire nulla se non accompagnato da delle bevande, mi sentivo
la gola completamente secca, avevo forti formicolii agli arti specialmente
inferiori, mal di stomaco, dolori al petto, il mio cuore sembrava sempre
in fibrillazione, mi sentivo svenire e così è iniziata la paura.
Quando guidavo avevo sempre degli attacchi, dopo pensavo di
avere dei mali incurabili, di morire soffocata, avevo paura di muovermi da
casa e anche di stare da sola. Avevo attacchi continui di giorno, di notte, per
mesi sono stata male ogni ora del giorno...ora? tutta un'altra vita, vado
sempre avanti e questo nonostante la paura di stare male è sempre presente.
Non ho più paura di me, di ciò che penso, che
vivo, guido, vado in giro anche se con fatica, ma ci provo sempre, sono mamma
ho una casa, un compagno, un lavoro che mi da tante soddisfazioni e
ho preso consapevolezza di essere una bella persona.
Sono cose di cui ho preso consapevolezza
crescendo, giorno dopo giorno, in questi 11 anni ho imparato molte
cose nuove di me e soprattutto ho imparato ad accettarmi per
come sono.
Io dico di noi che il percorso è tortuoso,
duro e faticoso. Perdersi è facile e che la speranza a volte viene a
mancare, ma che la vita è bella e che bisogna imparare a conoscersi.
Dico che i sintomi fanno paura, che i sentimenti contrastanti che proviamo non devono deconcentrarci dal nostro obbiettivo di stare meglio. Qualsiasi sia il nostro percorso di guarigione dobbiamo cambiare modo di pensare e credere in noi stessi.
Dico di noi che occorre accettare il passato, chi siamo, come siamo, questo secondo me è l'inizio della nostra nuova vita.
Dico di noi che non dobbiamo vergognarci di raccontare agli altri i nostri problemi.
URLO A TUTTI NOI CHE LA NOSTRA VITA PUO' MIGLIORARE....CREDERCI SEMPRE E ANDARE COMUNQUE AVANTI
Dico che i sintomi fanno paura, che i sentimenti contrastanti che proviamo non devono deconcentrarci dal nostro obbiettivo di stare meglio. Qualsiasi sia il nostro percorso di guarigione dobbiamo cambiare modo di pensare e credere in noi stessi.
Dico di noi che occorre accettare il passato, chi siamo, come siamo, questo secondo me è l'inizio della nostra nuova vita.
Dico di noi che non dobbiamo vergognarci di raccontare agli altri i nostri problemi.
URLO A TUTTI NOI CHE LA NOSTRA VITA PUO' MIGLIORARE....CREDERCI SEMPRE E ANDARE COMUNQUE AVANTI
Grazie a questa amica per la sua testimonianza, vorrei in qualche modo che queste parole possano servire a qualcuno.... a me per prima.
Hai fatto bene a pubblicare un post così utile e chiaro.Buona serata cara amica.Olga
RispondiEliminaSecondo me è un racconto che dà speranza... Ciao Olga, buona giornata.
EliminaGrazie Ale...UN abbraccio..G.
RispondiEliminaVi conosco da poco e non so se ho fatto bene a condividere questo racconto.... Mi piace molto quello che scrivete. Grazie a voi, un grande abbraccio.
EliminaLa consapevolezza di noi stessi, di ciò che siamo ora nel presente.
RispondiEliminaConosco gli attacchi di panico ne ho sofferto in passato e per alcuni anni. Ricordo che ancora non si parlava di questo disturbo come una vera e propria malattia quindi ogni giorno dovevo fare i conti con me stessa per accettare invece che non ero io la strana ma ero malata.
Sono stata molto aiutata dalla famiglia, dagli amici e da un bravo medico.
Ne sono uscita? Io dico di sì, ma a volte mi accorgo che il panico vigila ancora in me ed allora prendo le precauzioni per neutralizzarlo. Non dico che è facile, per nulla! Ma ho imparato a gestirlo e non mi domina più,
Un caro saluto.
Cara Ale, è bello sentire tutto ciò, sicuramente potrai molto imparare, di come affrontare i problemi che tutti i giorni dobbiamo affrontare.
RispondiEliminaCiao e ti auguro che tutto questo ti aiuti sempre, un abbraccio.
Tomaso
Apprezzo quando qualcuno condivide e parla dei suoi problemi di salute…può essere davvero di aiuto e di stimolo a parlarne per altri che magari non hanno il coraggio di farlo…
RispondiEliminaCinzia
La penso così Cinzia... quello che mi sento, le mie paure. Purtroppo ho perso molti amici blogger, che non sopportano il mio "vittimismo".
EliminaTi ringrazio per il tuo commento. Un grande abbraccio, a presto. Ale
Ciao cara,
RispondiEliminahai avuto una bella idea perchè credo che parlarne aiuta e riportare delle testimonianze, come hai fatto oggi tu, aiuta ancora di più chi sta affrontando lo stesso problema e magari sente l'esigenza di capire, di metabolizzare la cosa per poi riuscire a superala con i dovuti tempi. Conosco persone che hanno avuto lo stesso problema, so che è doloroso anche perchè non è un appendicite che la togli e passa la paura; certi mali sono profondi e per venirne fuori serve davvero tanta forza, la voglia di guardare avanti e farcela.
Un abbraccione e buon week end
Audrey indovina quanti anni ho? e sono così da quando ero adolescente.... Ci vuole tanta forza di volontà, che non riesco a trovare.... Bacioni cara.
EliminaNon saprei!! credo più di 42-45 visto che hai un figlio abbastanza grandicello. Non ti conosco ma forse la tua vita, nel momento meno opportuno (perchè l'adolescenza è davvero un periodo delicato della crescita), ha colpito talmente duro da farti molto male. Se è cosi, mi spiace davvero tanto. Ma se sei qui, se hai avuto il coraggio di crescere nonostante le paure e il dolore, se hai creato una famiglia vuol dire comunque che sei una donna che non si arrende. La forze è dentro di te, solo che forse, tante volte, non la vedi e non la senti perchè altri sentimenti prendono il sopravvento. Ale, ovviamente non sono nessuno per darti un consiglio e soprattutto non sapendo forse ti scrivo cose sbagliate, però, se puoi guarda avanti e trovala quella forza devi farlo per te e per chi ti ama. Tutti meritano la vera felicità e spero che un giorno tu possa essere veramente serena. baci
EliminaIl titolo che hai dato a questo racconto dice tutto ciò che serve: restiamo uniti. Davvero è la via giusta.
RispondiEliminaE' la cosa più semplice, tendere una mano nel momento del bisogno.
EliminaBentornata Sandra, baci a presto.
Scusa ma non avevo letto questo commento.... Non esco nemmeno io , non vado da nessuna parte da sola. Sono rimasta anche a casa dal lavoro che mi piaceva, ma mi creava tanta angoscia. Ti avevo scritto e aspettavo una tua risposta..... sempre se lo vuoi. Un grandissimo abbraccio.
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